NO TIME FOR REGRETS 

Reviews


 


NOVEMBER 2015

From: ROCKIT  - Italian

http://www.rockit.it/recensione/29850/thedarkshines-no-time-for-regrets

Definire rock “No time for regrets“ sarebbe troppo generico. Il secondo lavoro di questa bravissima band bergamasca, The Dark Shines, racchiude un melting pot di generi. Uno dei punti di forza della band è la presenza artistica della cantante e chitarrista Ros, che spicca nell’album con la sua voce che riesce a non far rimpiangere le migliori interpreti del genere: l’esplosività dei musicisti fa il resto. 
Nove tracce in cui il mix di blues, new wave, punk e grunge creano un sound davvero originale e personale. I dieci anni di attività della band sono ben testimoniati dall’accuratezza della scelta timbrica e ritmice. “Be on fire” penutima traccia dell’album, è l’esempio di come in Italia si possono comporre canzoni che se ascoltate in radio senza saperne l'autore, potreste tranquillamente attribuire a band già note oltreoceano. I Dark Shines sono sicuramente una realtà italiana di cui spero sentiremo parlare in futuro. In una parola album esplosivo!

Francesco Recchia

From:  iTHINK MAGAZINE - Italian

http://www.ithinkmagazine.it/recensione-the-dark-shines-no-time-for-regrets/#

Vi ricordate le Riot Grrrl? Erano gli anni ‘90, quel magico decennio in cui potevamo parlare di cose di politica senza sentirci demodé e professarci incazzati senza temere di apparire ineleganti, quando essere cinico non era una virtù ed essere ironico era una dote ma non un diktat, quando il femminismo passava anche per le chitarre e il grunge ci aveva fatto tornare la voglia di rrruock. Ora, non siamo qui per tessere le nostalgiche lodi di un periodo che come tutte le epoche ha avuto alti ma anche bassi, né per sospirare su quanto fossero fighe leBikini Kills (non così tanto in effetti), bensì per parlare del secondo album di una band nata e operativa in Italia oggi ma che porta evidentemente nel cuore e nel sound il nord-ovest degli Stati Uniti, il rock degli anni ‘90 e le ragazze arrabbiate, anche se quelle del versante meno estremo, più pop se vogliamo, per quanto possano essere definiti pop gli HolePJ Harvey o le Sleater Kinney.

Se ne state deducendo che No Time For Regrets sia un album derivativo, avete ragione, ma questo fatto non toglie niente alla qualità di nove canzoni che prendono al primo ascolto, per come il gruppo è in grado di unire una forte sensibilità melodica a uno spiccato gusto per le sonorità hard (non mancano nemmeno assoloni di chitarra dal gusto seventies, come quello che chiude Wish) ma anche alla voglia di non fossilizzarsi: è vero infatti che le atmosfere di cui abbiamo detto sono predominanti (alcuni passaggi di Let Me Shine per esempio rasentano pericolosamente il crinale del plagio di Celebrity Skin) ma qua e là, fra le suggestioni tutte americane di matrice garage e blues si affacciano anche rimembranze più europee dal sapore wave.

No Time For Regrets, certo, pensare troppo al passato è deleterio, ma un po’ di nostalgia può essere anche piacevole, in questo caso lo è.

LETIZIA BOGNANNI

From:  TROUBLEZINE - Italian  

http://www.troublezine.it/columns/20100/recensioni-in-pillole-novembre-2015

"No Time for Regrets" (Fontana Indie Label 1933)

Per farsi largo nell'intricato mondo dell'indie-rock una delle prerogative potrebbe essere e, ripeto, potrebbe essere, quella della varietà della proposta e da questo punto di vista i The Dark Shines potrebbero pure prendere una medaglia. Guidati dalla voce sicura e forte di una fanciulla, Ros, che sa il fatto suo e per artigli e sensualità (Give Upda questo punto è esplicatriva) richiama eroine passate del rock, il gruppo di Bergamo tocca realmente tantissimi generi, sapendo cavarsela discretamente sia quando si alzano i ritmi (This Night, dove ricordano addirittura il "riot-pop" delle Shampoo o momenti dove strizzano l'occhio all'hard-rock), sia in momenti più radiofonici a stelle e strisce (Post-It), passando per la ballata (un po' troppo pomposa forse) di Wish, il buon lavoro ritmico su Smile e un pezzo che sarebbe stato bene sulla colonna sonora di Flashdance o di Rocky 4 (Let Me Shine). Di tutto un po', ma fatto comunque benino. Un disco che mi sento di promuovere. (Ricky Brit Pop)

 

AUGUST 2015 


From:  MUSIC SNOB REVIEWS (AUSTRALIA)  - English

http://www.mullen.com.au/musicsnob/2015/08/09/watch-the-dark-shines-give-up/

 

The Dark Shines are a Hard Rock band from Bergamo, Italy. Their song Give Up is dramatic, futuristic, systematic and intergalactic!

Give Up combines an authoritative rhythm section, with some biting guitars and a vocal performance that visits the quietest and the loudest places in the galaxy. The first 53 sec of the YouTube clip below is all about cinematic drama. You can afford to be patient here because it is a dramatic song and you’ll be a happy little space traveller when the music arrives!

To start Give Up, the guitar hook is a strong, ringing and magical chord. The guitar steps up towards this magical chord which makes for a very catchy riff. The opening verse is very Portishead-esque with a stalking waltz beat, a haunting voice, nicely placed single piano notes, tremolo guitar and a second guitar hitting a chord where a snare drum would usually be. There is the inevitable buildup through the verse, but I was caught by surprise that instead of hitting the chorus there is a nice loud Pearl Jam “Go” section that leads into the 2nd verse. This is a heavier verse with the snare drum playing with the guitar chords.

The chorus really shows the strength in the vocal delivery which can be best describes as a cross between Evanescence and Sam Brown (“Stop!”). Because the song is really a rolling structure of 3 parts, it is not left to the chorus alone to provide the main hooks in the song.

The song’s best asset is the way The Dark Shines have used dynamics to great effect. There is drama when they play soft, and even more drama when they hit the loud button. I’m reminded of Muse’s cover version of “Feeling Good” when listening to such great dynamic changes. Perhaps I should not be surprised as Muse have a song called “Dark Shines” on the same album as “Feeling Good” (Origin Of Symmetry).

The highlight of Give Up is undoubtedly the strong vocal performance by Ros at the end of the song. She soars and takes the song to a whole new universe and it certainly helps when you have a very tight and huge sounding band to back you up.

Overall, Give Up by The Dark Shines is a great rock song, that has a nice rolling structure, an awesome rock sound and a vocal performance that will leave you wanting more. The Dark Shines will take a festival stage with authority and leave the audience deaf and speechless!




JULY 2015


From:  IL MEGAFONO  - Italian

http://www.ilmegafono.org/rock-insieme-ai-dark-shines/


Un po’ di sano rock insieme ai Dark Shines

La musica della band bergamasca dei Dark Shines è quel concentrato di puro rock che, quantomeno in piccole dosi, andrebbe somministrato ogni giorno a qualunque tipologia di ascoltatore. Energia, adrenalina, ritmi sostenuti, riff gagliardi e assoli da vertigini strutturano un sound non adatto a qualcuno che cerchi della musica per rilassarsi; i momenti di calma sono veramente sporadici, come ci insegna d'altronde la scuola a matrice rock di qualche decennio fa.

La bellissima voce femminile che accompagna questo clima caotico (ma regolare) è quel giusto contorno atto a non rendere tutto il sound eccessivo, una luce oscura che rappresenta una sorta di smorzatore canoro che satura il livello di rock entro certi limiti. Ed è proprio questo equilibrio, l’assenza di eccessi in termini di sonorità, senza estremismi e amplificatori che imprecano, a rendere piacevole l’ascolto delle composizioni dei Dark Shines.

Come prova vi proponiamo la loro ultima produzione discografica, un album intitolato “No time for regrets”. E, ad ascoltare la tracklist di 9 canzoni, di rimpianti non ne abbiamo avuti affatto: una gradevole ed energica compagnia, che per la maggior parte della durata richiama lo stile in voga a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, e che, più raramente, si cimenta invece in qualcosa di più visionario, andando ad amalgamarsi alle usanze prevalentemente elettroniche molto di moda tra le band emergenti e non.

“No time for regrets” è un album che non stentiamo a consigliare, e non solo agli amanti del genere, perché convoglia al suo interno tutte le peculiarità adatte a coinvolgere ed appagare l’ascoltatore. 

Manuele Foti – ilmegafono.org


JUNE 2015


From: DOLCEVITAONLINE  -   Italian

http://www.dolcevitaonline.it/no-time-for-regrets-the-dark-shines/

 Se amate il sound anni ’90 questo è decisamente l’album che fa per voi. Prodotto da Fontana Indie Label 1933, No time for regrets è il secondo album per la band bergamasca dei The Dark Shines nata nel 2004, uscito il 10 aprile in versione digitale. Un alternative sound esito di una commistione studiata di punk rock, grunge, new wave, garage rock, blues, ecc. che ci immergono in un’atmosfera decisamente ninety years di suoni vecchi e nuovi, banali e originali, caldi e freddi. Nove tracce che offrono un’abbondanza di spunti e stimolano una varietà di sensazioni, molte delle quali decisamente positive.

a cura di Gianluca Carfi




APRIL 2015


From: In Your Eyes Ezine  -   Italian

http://www.iyezine.com/the-dark-shines-no-time-for-regrets

Loro si definiscono rock e forse hanno ragione, ma sono talmente tanti gli spunti che il nuovo bellissimo album regala all’ascoltatore, che una definizione precisa pare tagliare le ali alla musica del gruppo, che vola invece alta, molto alta.

Forti di una cantante e chitarrista dalla personalità non comune (Ros), ed una voce che richiama le migliori interpreti della nostra musica preferita, i bergamaschi The Dark Shines creano questo caleidoscopio di suoni che, partendo dal rock alternative dei nineteens volano verso nidi su cui poggiano le ali un nugolo di generi, di cui la band si nutre, catturandoli e facendoli propri con una semplicità disarmante.

Blues, new wave, punk rock, garage dei sessanta e grunge creano questo alternative sound, imprigionato tra i solchi di queste nove tracce, straordinariamente interpretate dalla vocalist accompagnata dalla sezione ritmica pulsante composta da Manu al drumkit e Nick al basso e dalla sei corde strapazzata da Marce.

La band nasce nel 2004, dando vita al primo demo, “Haunting” e comincia la sua avventura solcando i palchi nella provincia di Bergamo; un’aggiustata alla line up e con la nuova formazione registrano un nuovo demo e sopratutto il primo album, “Last Chance”, che esce nel 2009.

Lo scorso anno si chiudono in studio con il produttore Matteo De Napoli, per registrare i brani che vanno a comporre la tracklist del nuovo lavoro, No Time For Regrets, un fulmine a ciel sereno, un lampo che colpisce al cuore, bellissimo omaggio al rock contemporaneo e non, vario, mai scontato e maturo.

Il blues oscuro di Give Up (tutto da vedere il video prodotto per l’occasione), violentato da scariche di adrenaliniche ritmiche grungizzate, il garage rock di This Night, la morrisettiana Post It, la liquida Invisible, l’intimista Wish e la new wave ottantiana di Let Me Shine, travolta da chitarre hard rock, sono solo gli esempi tangibili della varietà di stili che la il gruppo fa propri immettendoli in un sound che, a tratti, risulta travolgente (Be On Fire).

No Time For Regrets ci consegna una band italiana che guarda, a buon diritto, aldilà dei patri confini con la consapevolezza di non sfigurare al cospetto di realtà più blasonate, confrontandosi e avendo la meglio, per originalità, maturità compositiva ed interpretazione.

Grande band e album bellissimo, non resta che aspettarli a Genova in occasione della F.I.M, dove presenteranno il loro lavoro dal vivo il 15 maggio prossimo, restate sintonizzati.

 



From:  ReviewsbyMichael  - English 

http://musicreviewsbymichael.blogspot.it/2015/04/the-dark-shines-destined-to-become.html

The Dark Shines, Destined to Become Popular Despite the State of Pop

No Time for Regrets - Listening to this release from The Dark Shine’s I feel like I am running down a back alley downtown. As my sneakers grip the cobblestone and dig in and run as fast as I can. Looking to either side I see old buildings whose front facades for the public seem fresh and new, but in the alley behind you see the corroding broken cinder blocks. I outstretch my arms and I can feel the rough concrete buildings with my finger tips on either side. I look upwards to the sky and an overcast day presents itself to my eyes. With a breeze floating through my hair and my chest pounding with excitement, lightning flashes and thunder crashes. A downpour ensues and I continue to run. As puddles emerge in the alley I continue to run hard and stomp creating miniature tidal waves in my wake. With the state of Pop held down with the undertow of clinical, computerized synthetic music it is a band like The Dark Shines to provide a breath of fresh air and a solid dose of freedom. This is the type of band that delivers shot of Rock ’n Roll straight to your vein. While some sigh anymore at the thought of another traditional rock band The Dark Shines stand out from the rest. While they employ all the classic signatures of a great rock band their personal slant on it differentiates them from the rest of the pack.  Manu’s performance behind the drum kit rectifies like a concrete wall and while it serves as a solid backbone for this band it also adds a slant of flare and artistry that makes this band unique. In between the drum beats you have Nick on bass guitar winding his notes like a sculptor and providing groove to this release that will not only have you pumping your fists but moving your hips. While there are some minor electronic embellishments on this record it is largely a guitar rock record. Laying textures and guitar solos that will have you looking to the heavens Marce excels at taking this group around corners that are somewhat unexpected yet still pure Rock ’n Roll. Holding everything together is Ros whose vocals serve as the spirit of this band. You won’t find any typical La-De-Da singing here. Ros lays it out, straight from the soul, from behind the mic and guitar and gives The Dark Shines their signature sound so that you know who it is as soon as the music starts coming out of your speakers. I would recommend this album to those that like Rock, Hard Rock, and Alternative Rock genres. The Dark Shines clearly has No Time for Regrets and has just cranked out a record that you will want to turn up till your neighbors ears bleed. 



 

From: ANTHEM (AUSTRALIA) - English  

Continuing the band’s raw rock aesthetic, and combining it with a new wealth of experience, ‘No Time For Regrets’ opens with the melancholic ‘Give Up’, a slow building track that sees calling vocals mingle with jagged guitar riffs in a promising introduction to the new album. Centering on heavy, rapid fire guitar and hard hitting drum beats, tracks such as ‘This Night’ and ‘Invisible’ roll on with unrelenting an pace and gruff attitude that produce some of the albums highlights. More than just simple rock and roll however, The Dark Shines explore plenty of new territory, with ‘Let Me Shine’ and ‘Be On Fire’ bringing in a more electronic, synth heavy melody that ebs and flows enjoyably, while ‘The Last Day On Earth’ punctures the album with a more atmospheric, slow burning approach. While a bit of a mixed bag, ‘No Time For Regrets’ manages to grow into a complex, cohesive journey that is bound to delight audiences. It’s an album that traverses a wide range of emotions and boundaries; that can have you rejoicing one moment, and quietly, wistfully pondering the next, and it’s that range, along with the band’s evocative vocals and energetic songs, that really make it a success.

• Rating: 8 out of 10

• Anthem: This Night

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From: ANTHEM (AUSTRALIA) -  Italian translation


http://www.anthemreview.net/post/115808914139/the-dark-shines-no-time-for-regrets-the-dark

Sul filone di un rock grezzo ma curato ‘No Time for Regrets’ si apre con la melanconica ‘Give Up’, una traccia che si sviluppa lentamente, incentrata sulla voce che si mescola a riff frastagliati di chitarre, in una promettente introduzione dell’album. Incentrate su pesanti, rapide chitarre fiammeggianti e duri colpi di batteria, tracce come ‘This Night’ e ‘Invisible’ procedono con un ritmo inarrestabile e uno stile rude che dà vita ad alcuni dei pezzi forte dell’album. Ad ogni modo si tratta di più che semplice rock and roll, The Dark Shines esplorano nuovi territori, con ‘Let me Shine’ e ‘Be on Fire’ che portano a melodie più elettroniche, sintetiche e heavy che scorrono fluide, mentre ‘ The Last Day on Earth’ spicca nell’album con un approccio dallo sviluppo più lento, che crea una certa atmosfera.

Con un misto di contenuti, ‘ No Time for Regrets’ riesce a crescere in un complesso, ma uniforme, viaggio che è destinato a deliziare gli ascoltatori. E’ un album che attraversa un ampia gamma di emozioni e confini; l’ascoltatore passa in modo graduale dalla gioia di un momento, alla nostalgia e malinconia del successivo, ed è proprio questo spaziare lungo il quale la band si muove, con delle canzoni energiche e trascinanti melodie vocali, che rendono l’album vero successo.

Voto: 8 di 10

Brano scelto da Anthem: This Night




MARCH 2015

 

From: L'ISOLA CHE NON C'ERA (ITALY) -  Italian

http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/no-times-for-regrets/

Seconda uscita di lungo respiro per la band bergamasca dei The Dark Shines, che dopo il progetto d’esordio del 2009 Last Chance torna sulla scena discografica con un nuovo lavoro prodotto da De Na I can’t Explain  registrato presso Fontana Records studio a Solza. Nati musicalmente nel 2004 e di nuovo in pista nel 2008 giostrano il loro perno musicale sulla cantante, chitarrista e autrice Ros. Il rimando a figure femminili da “impronta forte” nella storia del rock è immediato (Blondie, Siuxie, Chrissie Hynde dei Pretenders) anche se il sapore che evoca maggiormente nel sottoscritto è quello di un film della metà degli anni ’90, vale a dire Strange days di Katryne Bigelow,  nel corso del quale l’attrice  e cantante Juliette Lewis reinterpreta in prima persona alcuni brani di Pj Harvey. 

Il suono base anni ‘90 è dominante su tutta la produzione della band, digerite e fatte proprie le distorte sbornie sonore del grunge, e si miscela con un deciso retrogusto anni ‘80 fatto di suoni sintetizzati e dal basso “oscuro” , come a voler valorizzare, nel cammino verso il nuovo secolo, l’eredità della propria storia più recente. Come nel film si respirano intime visioni futuristiche verso un anno 2000 che tutti attendevano tra l’impaurito e il visionario dove il protagonista cerca una risposta dentro di sé per liberarsi dai sui incubi.  

 No time for regrets, coperto da un suono tra il post punk e il new wave, è un disco estremamente intimista: la narrazione è quella di rapporti talvolta complessi con la realtà che ti circonda, sia nei singoli rapporti umani (“when you came in my life you turned the page  of my life” da This night) che con la società come insieme (“it’s hard living for me in this world” da Let me shine). I momenti musicali si alternano bene e con esperta sapienza, si respira  il giusto grado di cattiveria delle chitarre elettriche, con riff magari non molto originali ma sicuramente incisivi, e ci si emoziona con melodie più lente o acustiche in un continuo intercalare dal gusto dolce e amaro.

Piacevoli e ben calibrati anche gli effetti voce usati in alcuni pezzi che, insieme ai suoni delle tastiere o del piano, danno una nota di leggerezza che non sta affatto male su un lavoro che, complessivamente al primo ascolto potrebbe suonare eccessivamente dark ma, come recita il loro stesso nome e il pezzo di chiusura Smile again, la luce anche se scura è comunque portatrice di energia.





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LAST CHANCE - REVIEWS

(2009-2010)




FEBRUARY 2010


From: BattleHelm

http://www.battlehelmarchives.com/reviews/thedarkshines.htm

 

Talk about Cinderella coming to the ball. This little lady rolled her dice - and has come up trumps. These bloody garage bands always do it don't they? Crap package, crap biscuit tin production...fuckin awesome songs! Gutsy femme rock centred around the talented Ros who sings, plays guitar and writes all the material, as well as an able band that harmoniously and effectively adds to her capability. What surprised me was this unassuming album's ability to keep me hooked thru all 10 tracks from the punchy opener of 'Uniform' to the moving 'Sick' to the sultry 'Give Me Back My Soul'. I guess it was that whole late 70s punk / New Wave DIY approach that gave rise to The Pretenders, (early) Blondie as well as the alternative 80s rock of Urge Overkill or even Jerrys Kids (specifically on 'Slow Motion') with catchy, exciting songs, intelligently injected guitarwork, but most of all, youthful passion that makes "Last Chance" a jackpot winner!

 



DECEMBER 2009

 

From: Shapeless Zine  

 http://www.shapelesszine.com/recealbum/thedarkshines-lastchance.htm

 

The DarkShines si sono formati in quel di Bergamo nel 2004, da un'idea di Ros e di Marce. Nel 2004 il gruppo ha pubblicato un demo, "Haunting", ha partecipato alle selezioni per l'Arezzo Wave del 2005 ed in seguito ha sospeso le proprie attività. 

Nel 2007, i The DarkShines sono ritornati in pista, ed hanno pubblicato il secondo demo "Beyond The Limits" nel 2008. 

"Last Chance", l'album d'esordio del gruppo, è stato registrato al Trade Digital Records Studio Dal Consorzio, sotto la supervisione di Luca Tonni e Alberto Mantellassi. La formazione che ha inciso il CD vede Ros alla voce ed alla chitarra, Marce  all'altra chitarra, Manuel alla batteria ed alle percussioni, e Luca  al basso. 

La copertina di "Last Chance" è in bianco e nero, e riproduce dei dadi da gioco, sulle cui facciate anzichè i classici pallini troviamo scritte delle parole, tipo "fede", "verita", "dolore", "paura" e così via. Le otto facciate del libretto contengono tutti i testi, e le varie informazioni relative alla registrazione del CD. 

"Last Chance" è, senza dubbio, un buon album d'esordio. Certo, non è esente da qualche piccolo difetto, ma fortunatamente le luci sono più delle ombre. Qualcuno potrebbe, ad esempio, puntare il dito contro la qualità della registrazione: è nitida, sì, ma poco profonda e talvolta non tanto espressiva. Questa pecca potrebbe giustificarsi con la mancanza di esperienza: non è sempre facile ottenere il suono che si vorrebbe, se ancora non si è acquisita una certa dimistichezza con il lavoro in studio. D'altro canto, questa sorta di "bassa fedeltà" dona un aspetto più garage al suono del gruppo bergamasco. Non so se la cosa sia voluta, o meno. Però, ma questo è un mio parere personale, penso che la qualità di registrazione di "Last Chance" sia in possesso di un suo fascino, ed in un certo senso caratterizza ulteriormente la musica dei The DarkShines. 

Musicalmente, il quartetto dimostra di sapere il fatto suo. Il songwriting è molto altalenante, e capita di frequente che intuizioni notevoli vengano accostate a passaggi decisamente banali. Questo mi porta a pensare che, nel comporre, Rosaria (che, stando al libretto, pare essere la compositrice principale) segua più il cuore che la testa. Quindi, se da un lato le canzoni sono in possesso di una naturalezza stupefacente, dall'altro si esprimono con un linguaggio musicale non sempre di pari valore. Anche questo difetto, potrà comunque essere eliminato con l'esperienza. 

Nel suo complesso, comunque, "Last Chance" funziona molto bene. I quasi 50 minuti della sua durata filano via lisci che è una meraviglia, lasciando nell'ascoltatore una gran voglia di far ripartire da capo il CD. I musicisti sono tutti molto bravi, ed in possesso della giusta attitudine. Ho apprezzato molto il lavoro delle due chitarre, che non si rubano mai la scena l'una all'altra, ma collaborano diligentemente nella creazione di arrangiamenti variegati ed intriganti. La sezione ritmica è invece ligia al suo dovere, ed asseconda il lavoro delle sei corde con impegno e passione. Per quanto riguarda la voce, Rosaria è una cantante eclettica, dotata di una grande espressività ma anche di tanta grinta. E' un'interprete credibile dei testi, tra l'altro piuttosto complessi e di qualità. Si dimostra anche a suo agio anche cantando in italiano, come ad esempio nella ghost-track intitolata, credo, "Guerre Inesistenti". 

Stilisticamente, il quartetto propone un rock indie/alternativo caratterizzato da forti componenti punk, grunge ma anche, in misura più contenuta, post punk/new wave. Comunque, si tratta di una musica d'impatto e molto trascinante, contraddistinta da una certa oscurità di fondo. Ascoltando "Last Chance" si possono udire echi dei gruppi più disparati, che magari fanno capolino solo per qualche battuta salvo poi scomparire un minuto dopo: Nirvana, primi Blondie ed XTC, qualcosa di Siouxsie And The Banshees, The Pretenders, Jane's Addiction e via discorrendo. Il tutto è comunque amalgamato in un suono non originalissimo, ma coerente con sè stesso. E gli episodi degni di nota sono parecchi: dalla lineare "Uniform" alla potente "RedRum", dalla vitalissima "Welcome To My Life" alla scatenata, anche se un sà un po' di dejà audi "Haunting". Meno convincente invece "Cris Cries", che è sì espressiva, ma la cui melodia è davvero poca cosa. Sui ritmi più moderati, decisamente meglio "City" o la ghost-track (quest'ultima un po' la mosca bianca dell'album), molto più varie e stimolanti, ambedue dal sapore vagamente retrò. 

"Last Chance" è un esordio interessante, che credo potrà trovare facilmente la sua nicchia di ascoltatori. Certo, la nostra è una webzine metal e forse non è il palcoscenico più adeguato per la loro proposta musicale. La loro musica potrebbe raggiungere agevolmente un target di lettori più idonei se venisse recensita da giornali musicali quali Rumore o Blow Up. Spero comunque che qualcuno possa aver trovato degli spunti interessanti in questa mia recensione. Perchè questo gruppo merita di essere sostenuto. Occorre che i riscontri positivi lo spingano ad evolversi, ed a dare il meglio di sè in futuro, anno dopo anno, concerto dopo concerto, album dopo album. Credo che il potenziale dei The DarkShines sia notevole, e sono più che certo che, in futuro, questo gruppo potrà farci delle grosse sorprese. 

Sosteneteli e visitate il loro sito di MySpace.

 

Voto: 7.5



 

From:  Underground Empire 

 

http://www.underground-empire.com/reloc.php?reloc=http://www.underground-empire.com/review.php?idx=9690&utm_source=twitterfeed&utm_medium=hellotxt

 

Einen unpassenderen Namen hätte sich diese italienische Combo wohl kaum einfallen lassen können, wobei besonders der Namensbestandteil "dark" vollkommen unzutreffend. Das Quartett aus Bergamo präsentiert vielmehr ein Alternative/Indie/Rock/Punk-Gemisch mit aufmüpfigen Gitarren und ebensolchem Gesang. Wer sich also für ein solches Gebräu abseits des Metals interessiert, erhält von THE DARK SHINES einige halbwegs mitreißende Songs.

 



From:  Alonemusic 

 http://www.alonemusic.it/recensionemergente.php?id=1203

 

The Dark Shines si presentano alla folla con un album, Last Chance, che unisce l'Indie al Rock più profondo, passando verso scenari Alternative e in qualche frangente anche Grunge. 

 

Pochi gli spunti davvero particolari a dir la verità, qualche song troppo, anzi, decisamente piatta, alternata ad altre un po' più carismatiche, è il caso di Till The End Of The Day e Cris Cries, quest'ultima molto evocativa e soprattutto profonda, con toni decisamente cupi ed emozionanti. Le track vengono proposte alternando melodia e durezza, contrapponendo ballad a song più carismatiche. Il quartetto di Bergamo, capitanato da Rosaria, voce e chitarra, 

sa come amalgamare il tutto attraverso proprio la voce della singer, particolare, graffiata e decisa in qualche frangente, in altri leggera e molto emozionante, accompagnata da riff d'ascia molto semplici e da assoli che esplodono proprio quando se ne sente il bisogno. L'album scorre molto facilmente, non appesantisce per nulla l'ascolto, forse l'unica pecca è che manca quel pizzico di originalità che poteva davvero segnare in positivo il tutto. Credo che track come RedRum oGive me Back my Soul con una sprizzata di fantasia in più sarebbero state perfette davvero.

 

Tutto sommato l'album non è male, sicuramente, essendo il primo, riuscirà a infondere nei componenti la giusta carica compositiva per i prossimi lavori. In bocca al lupo!

 


 

From:  Artists&Bands 

 http://www.artistsandbands.org/ita/modules/recensioni/detailfile.php?lid=1548

 

I Bergamaschi The Dark Shines si affacciano sul mercato discografico con questo bel dischetto dal titolo Last Chance, ora non so se questa sarà la loro ultima chance ma credo che sia un buon inizio dopo vari demo; piccola precisazione: questo per me è da considerarsi il primo demo ... e perché? semplicemente perché é ovvio e palese come non mai che il gruppo si sia auto-prodotto con un basso budget per puro piacere personale perché il sound risente ancora di un acerbo modo di concepire la musica da scantinato, ciò non toglie che in un ottica da demo-tape il sound possa considerarsi potente ed esplosivo, nonostante il genere sia una sorta di rock elettrico senza grandi fraseggi, dai riff scarni non supportati da suoni ben studiati quindi quasi una evoluzione (o involuzione) del/al punk considerando che non si tratta di certo di musica complicata ed estremamente tecnica.

Ok, direte voi, dove sta il bello? ... il bello é che bisogna farselo piacere, ci vuole una certa apertura mentale ma credetemi le note positive ci sono. Innanzi tutto il genere lo permette, é un bastardo indie rock senza pretesa alcuna un semplice pop sudicio non leccato viziato dal peccato originale del grunge e di quella schiera di gruppi che da quel filone si sono discostate con insuccesso, e con un tocco di umiltà che si premia sempre in una giovane band, questo serva da sprone se dovessero decidere di continuare la loro carriera musicale, poi ci sono i vocalizzi della cantante che alla fine è anche songwriter e forse la vera leader del gruppo composto per 3/4 da figure maschili, ma quello che determina la sufficienza é la carica di energia che trasmette Ros nella sua musica, dolcemente amara quando vuole, incazzata al punto giusto in latri frangenti senza strafare come facevano le riot grrrrls in passato (a proposito che fine hanno fatto???/NDA)...

Dalla loro parte c'é l'inesperienza che di certo non ha giocato un buon ruolo al momento della registrazione, anche se come dicevo, tolti tutti i convenevoli il sound suona lo stesso ammiccante, semplice ma suadente ("City"), e quelle che sono le loro semplici influenze ricadono senza grosse innovazioni sulle sonorità di questo album, maledettamente anni '90, con qualche retro gusto ottantiano, suoni e riff ripetitivi, basso immobile, con qualche 'schitarrata' e assolo sparato qua e la, batteria compassata che a volte pesta duro ma non supera mai il limite del "easy execution", ma niente di trascendentale così come impone il genere (intesi?).

I pezzi sono vari, talvolta oscuri, altre volte aggressivi, altre volte un pò nervosi, c'è anche qualche romanticheria e la finale ghost track che forse non c'entra niente, ci mancava solo Carmen sConsoli a cantarla e straziarla maggiormente, invece il pezzo "Till the End of the Day" é spensierato a metà tra pop rock e punk rock, ma di strada se ne deve fare tanta ragazzi se volete davvero diventare i veri possessori del vostro stile, scrollatevi di dosso le troppe influenze ed accontentate il vostro spirito più profondo e nascosto, a volte non basta suonare e stop, si deve dare qualcosa in più.

Oscuro grunge, spensierato punkeggiante mood, i brani sono fedeli alla norma, si hanno 10 canonici brani che ben di dispongono lungo la track list, "Slow Motion" ci arricchisce con un sound più devoto alle cose di Jane's Addiction ed altre alternative band che molto hanno contribuito alle generazioni future, ma si sa il rock é anche questo, rielaborazione, non si può sempre pretendere l'originalità anche se sarebbe bello.

Già conosciamo le sorti di molte band italiane, spesso si cade facilmente nel tranello della mera copiature, in questo gruppo la cosa non pare voluta ed é già un gran risultato, i pezzi come "Sick" sono tutti un mix di rock americano che sprigiona il suo cuore vagamente indie, sul piatto c'é sempre la voce che bene interpreta questi diversi umori senza snaturarli affatto.

Io faccio una sintesi perché fare una descrizione track by track sarebbe inutile, il disco va ascoltato da chi ama alla follia queste sonorità, non c'é scampo, un brano come "Haunting" sa di Blur, altre song sanno di Placebo e sono più depresse, certo meno articolate e ficcanti di questi nomi altisonanti ma che ben si difendono come brani underground poiché di underground si parla.

In conclusione, forse brani come "Give me Back my Soul" sono i meno convincenti, mentre la conclusiva "RedRum" é quella che ha l'incedere più sciolto e trascinante prima della ghost track sia ben chiaro, ma é tutto da vedere, i miei gusti magari sono differenti, una cosa sola é certa, la prossima volta che mi capiterà per le orecchie un disco deiThe Dark Shines (nome ispirato dal pezzo dei The Muse???) voglio sperare di sorprendermi positivamente con una grossa progressione in avanti...

 

Brani suggeriti: "Till the End of the Day", "RedRum"

 


 

NOVEMBER 2009

 

From:  ZwarnMetalen 

http://www.zwaremetalen.com/recensie/14377/The-Dark-Shines-Last-Chance.html

Ik maak het al mee sinds ik voor Zware Metalen werk, dus eigenlijk zou ik niet meer verbaasd moeten zijn, maar toch ben ik dat. Het Italiaanse PR bureau Alkemist Fanatix stuurt ons al sinds mensenheugenis stapeltjes demo's van Italiaanse bands. Er zit heus wel eens iets aardigs bij, maar er zit zo'n verschrikkelijke hoop troep tussen, dat je hart van schrik al een slag overslaaat als je weer eens een cd van dit merk "mag" bespreken. Zijn het daar masochisten of hebben ze gewoon geen smaak? Waarom blijf je minder dan matige schijfjes naar een land een heel eind verderop sturen om het in een voor jou vreemde taal te laten reviewen? Ik kom er niet uit, maar feit is wel dat hier de cd Last Chance van The Dark Shines zijn rondjes draait. Dat doet 'ie nu voor de tweede keer en veel meer gaat daar niet bijkomen.

Oude gewoontes trouw is er ook nu weer nauwelijks info te vinden in een andere taal dan Italiaans. Inmiddels weet ik wel dat het gaat om het debuut op cd van een band rond zangeres/songwriter/gitariste Rosaria Cirfira en dat het gaat om garage rock/grunge. Hoezee, weer wat wijzer.

Als nou iemand Rosaria gaat vertellen dat ze beter een andere hobby kan nemen, zoals babysokjes breien of suikerzakjes sparen, dan ben ik die persoon dankbaar. Als je eigen songs schrijft is het altijd prettiger om te horen als je ze ook kunt zingen. Als je zo'n beperkte stem en muzikaliteit hebt, dan moet je dat vooral niet doen. De productie heeft de term garage rock wel heel erg letterlijk genomen. Het klinkt inderdaad alsof het op een achternamiddag even snel in de schuur op een bandje is opgenomen en niet verder bewerkt is. Qua composities is het één lange zeurderige dreun dus ook daar zijn we snel klaar mee en het grootste deel van de instrumenten is vanwege het armzalige geluid niet te beoordelen.

Doe jezelf een plezier en ga niet eens luisteren, laat staan dit gedrocht kopen. Er zijn goedkopere bierviltjes te vinden. Verspilling van tijd, geld en energie dit.

 


 From:  MetalStorm 

http://www.zwaremetalen.com/recensie/14377/The-Dark-Shines-Last-Chance.html

Auch The Dark Shines stammen aus Italien und spielen in etwa der gleichen Liga wie auch ihre Landsmänner Absinthe. Der Vergleich liegt zumindest durch Sängerin Rosaria Cirfiera nahe, wobei sich die beiden Bands musikalisch doch schon sehr unterscheiden. Bei The Dark Shines klingen immer mal wieder moderne Elemente durch, die aber immer ein wenig gewöhnungsbedürftig sind. Sängerin Rosaria erinnert immer mal wieder an Skunk Anansie, ohne dass sie die intensive Art zu singen von Skin jedoch erreicht. Da fehlen doch noch einige Nuancen um der begnadeten Sängerin auch nur im Ansatz das Wasser reichen zu können. Leider versinken dann auch noch die Songs in völliger Belanglosigkeit, was dann dem Hörer auch immer wieder eine gewisse strapaziöse Hingabe abverlangt. Zu internationaler Größe fehlt doch noch einiges und reicht noch lange nicht aus, um da mithalten zu können. Wer aber auch einmal Ohren für kleine Independent-Bands hat, kann sich das Teil durchaus zulegen.

 Fazit: Leider ist nicht klar, in welche Richtung die Band will.

 


OCTOBER 2009

 

From:  HardSounds 

 http://www.hardsounds.it/PUBLIC/recensione.php?id=5661 

 

Basso prepotente e voce ambigua e sfacciata caratterizzano Last Chance dei bergamaschi The Dark Shines. Primo album interessante per questi giovani musicisti che tiene fede al nome del gruppo grazie a suoni vagamente dark a far condimento ad una produzione post punk che qua e là rivisita ritmi alla Iggy Pop. Colpisce molto, come già detto, l'ambiguità vocale della cantante Ros; solo ascoltando la struggente Cris Cries mi sono resa conto che non si trattava di un uomo dal tono vagamente femminile, ma bensì di una donna dalla voce particolare, quasi strafottente. Buona parte del disco molto promettente, ma si scema un po' sugli ultimi tre pezzi. Occhio alla track fantasma in italiano, bel pezzo….per Sanremo!!

Una band da tenere d'occhio, chissà che non seguano le orme dei concittadini Verdena.

 


From: Metalwave 

www.metalwave.it/viewrece.php?id=2166

 

Un'oscurità che risplende... anche se non sempre di luce propria. I "The Dark Shines" si affacciano alla loro prima fatica che li vede in studio a registrare un album molto ammiccante a quelle che sono ormai delle sonorità classiche del rock anni 80/90… suoni di strada acerbi a volte oscuri e grunge a volte più spensierati e punkeggianti, ma sempre fedeli ai canoni che ben conosciamo. I pezzi sono variegati a livello di sounds (penso, a voler cercare d'esplorare tutte le varie possibilità che il rock moderno ha posto sul piatto), l'esecuzione tecnica è di buon livello,per quanto l'ho trovata troppo "citazionistica", il mercato del rock è sicuramente strapieno e le note sono sempre quelle, per quanto sia, mi sembra ci sia lasciati troppo alle influenze senza trovare un suono che faccia risaltare il profilo della band. La voce femminile potrebbe essere un elemento che contraddistingue un gruppo, e in questo caso riesce nel suo intento, anche se come ripeto, con un tappeto che sappia meno di "già sentito" risulterebbe sicuramente più efficace. Un uomo dalla chioma riccia direbbe che il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista, io dico che anche il primo non scherza, come tutte le cose che si fanno per la prima volta, è come se si aggiustasse una lente per trovare la focalità giusta nel suono, ed è quello che stanno provando a fare sicuramente questi ragazzi… Rimane comunque un album dall' ascolto piacevole per gli amanti del rock prodotto da quattro decadi di lavoro, senza pretendere di trovare un band già matura e scalcitante sulla sua strada. Speriamo che quest'oscurità continui a risplendere,magari di una luce propria.

 



JULY 2009


From: Heavy Hardes

http://www.heavyhardes.de/review-6591.html

Früher, ganz, ganz früher, um genau zu sein Ende der 80er, Anfang der Neunziger konnte der ausgewiesene Ulmer Metalhead nicht umhin, dann und wann einen Donnerstag Abend-Abstecher ins sogenannte Cat Cafe zu machen, schlicht aus dem Grund, weil sich dort die Szene (Punks, Alternative, Metaller, etc.) genuin mischte, das Bier und der Eintritt (2 Mark) recht billig war und vor allem die Location selber - Teil des alten Fort-Gemäuers - richtig was her machte. Dort liefen dann neben den Misfits, Black Flag oder Cro-Mags, Sonic Youth, The Cure, Alien Sex Fiend und die Pixies und an letztere Aufzählung inklusive der einbrechenden Erinnerungsfetzen schließt das Album der Italiener The Dark Shines an.Alle Kompositionen stammen aus der Feder Rosaria Cirfieras (Voc., Git.), die in Marcello Mattos (Git.), Manuel Superchi (Drums) und Luca Alborghetti (Bass) die geeigneten Sidekicks gefunden zu haben scheint, um auf dem Album Last Chance ein Soundgemisch zu präsentieren, das die Bezeichnung "alternativ" im ursprünglichen Sinne durchaus verdient hat. Allerdings scheppert die Produktion ähnlich, ähhh, "alternativ", so als ob sie vom Proberaum direkt auf Plastik gebrannt wurde. In manchen Fällen zerstört das den Hörgenuss, hier stellt sich jedoch eine charmante Echtheit ein, vor allem durch den mal nölig-schrägen, mal wunderbar einfühlsamen und dann wieder energetisch bellenden Gesang von Fräulein Cirfiera, so dass man Last Chance letztlich einiges abgewinnen kann.Schon die ersten drei Songs - der Sonic jugendliche Opener "Uniform", das zuckersüß melodische "Till The End Of The Day", das zudem im Refrain zum Pogo einlädt und das kurz Bushs "Glycerine" ins Gedächtnis rufende und sich dann in krachenden Wah-Wah-Streams ergehende "Slow Motion" regen zum anerkennenden Kopfnicken an. "Sick" schwimmt halbballadesk im Cranberries-Teich und "The Haunting" rockt ähnlich den vorwärts marschierenden Kompositionen von Juliette Lewis."Cris Cries" schleppt sich dagegen über fast sieben Minuten ziemlich zäh dahin, da die Vocallines nicht gerade auf viele Töne zurückgreifen. "Give Me Back Your Soul" punkrockt dagegen lustig im Generation X-Stil (Billy Idols erster Band), bevor sich in "City" vielleicht der Höhepunkt der Scheibe wieder findet: Western-Gitarren, später akustisch gehaltene Wah Wahs und mal lasziv-schräger, mal zerbrechlicher Gesang machen die Nummer zum Anspieltipp. In der ruhigen Joan Jett-Ecke ist darauf "Welcome To My Life" anzusiedeln, bevor das Album krachend, aber nicht besonders einfallsreich mit RedRum (hoffentlich klar: Shining...) ausklingt.Da darf man gerne vier Punkte drunter schreiben. Erstens für den alternativen Ansatz, sich gegen die Vereinnahmung durch den in Schubladen denkenden 0815-Hörer zu sperren, zweitens für einige echt lockere Songs wie "Till The End Of The Day", "Slow Motion", "The Haunting" oder "City" und drittens, und das ganz subjektiv, für den vergangene Zeiten hervor rufenden Stilmix, den The Dark Shines auf Last Chance anrühren, ohne sich dabei um Trends zu scheren.


 


 
 The Dark Shines 2016
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